Confindustria ha pubblicato lo studio “Materie prime critiche e resilienza delle supply chains”, mettendo in evidenza come la disponibilità di risorse strategiche – tra cui alluminio, rame, titanio e terre rare – sia oggi un fattore determinante per la competitività dell’industria italiana ed europea.
Il report sottolinea una forte concentrazione geografica delle forniture: in particolare, la Cina copre una quota dominante del fabbisogno europeo di terre rare raffinate e mantiene un ruolo centrale anche nella produzione di materiali e componenti avanzati.

Questa dipendenza espone le filiere produttive a rischi significativi, legati a tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e possibili interruzioni nelle catene di approvvigionamento.
Per questo motivo, lo studio individua nel riciclo avanzato e nello sviluppo dell’economia circolare due leve strategiche fondamentali per rafforzare la resilienza industriale e ridurre la vulnerabilità del sistema europeo.
In questo scenario si inserisce l’attività di RIME 1, che trasforma rifiuti inerti da costruzione e demolizione in aggregati riciclati di alta qualità. Un approccio che consente di limitare il consumo di materie prime vergini, ridurre l’impatto ambientale e contribuire alla creazione di filiere più autonome, sostenibili e meno esposte a shock esterni.
L’utilizzo di aggregati riciclati nelle infrastrutture rappresenta quindi non solo una scelta ambientale, ma anche una risposta concreta alle sfide economiche e strategiche del settore, favorendo un modello di sviluppo più efficiente e responsabile.