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RIME 1 Srl – Riciclaggio materiali edili

CAM Strade e End of Waste

2 min di lettura

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (D.M. 11/2025), che aggiorna i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l’affidamento dei servizi di progettazione ed esecuzione dei lavori legati alla costruzione, manutenzione e adeguamento delle infrastrutture stradali.

L’intervento normativo introduce un’evoluzione significativa nel modo in cui vengono impostati gli appalti pubblici: non si limita più a raccomandare l’impiego di soluzioni sostenibili, ma stabilisce parametri chiari e vincolanti. In particolare, vengono definiti quantitativi minimi di materiali riciclati che devono essere obbligatoriamente utilizzati nei lavori, rendendo il ricorso agli aggregati recuperati una componente strutturale dei progetti infrastrutturali.

Questo aggiornamento si integra direttamente con il D.M. 127/2024, noto come decreto “End of Waste”, che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per i materiali inerti da costruzione e demolizione. Grazie a questo provvedimento, gli aggregati riciclati che rispettano determinati requisiti tecnici e ambientali possono essere immessi sul mercato come prodotti a tutti gli effetti, superando definitivamente la logica dello scarto.

La combinazione dei due decreti crea un quadro normativo coerente e orientato all’applicazione concreta: da un lato si definiscono le caratteristiche che i materiali devono possedere per essere considerati idonei, dall’altro si introduce l’obbligo del loro utilizzo all’interno degli appalti pubblici.

Ne deriva un’accelerazione evidente verso modelli di economia circolare nel settore delle infrastrutture.

Per le stazioni appaltanti, questo significa integrare criteri ambientali già in fase di progettazione, mentre per imprese e fornitori diventa essenziale disporre di materiali certificati, tracciabili e conformi alle specifiche richieste. Non si tratta più di una scelta opzionale, ma di un requisito necessario per partecipare e operare nel mercato pubblico.

In questo contesto, RIME 1 si posiziona in linea con le nuove direttive, offrendo aggregati riciclati che rispondono ai requisiti normativi e alle esigenze tecniche dei cantieri.

L’adozione di processi controllati e sistemi di tracciabilità consente di garantire continuità, affidabilità e conformità lungo tutta la filiera.

Il nuovo assetto normativo rappresenta quindi un passaggio chiave per il settore: l’utilizzo di materiali riciclati diventa parte integrante della progettazione infrastrutturale, contribuendo a ridurre il consumo di risorse naturali e a valorizzare i materiali derivanti da attività edilizie.

Un cambiamento che ridefinisce gli standard operativi e apre a nuove opportunità per un’edilizia più sostenibile e responsabile.

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